18/01/2012 - Altri articoli dello stesso autore Antonello da Messina
Recensione film: Il migliore
Barry Levinson, USA 1984, 134’. Con Robert Redford, Glenn Close, Kim Basinger, Robert Duvall. Tit. orig. The Natural.

Biografia per immagini di Palmiro Togliatti, dagli anni della clandestinità parigina fino alla piazza gremita di rosso per l’ultimo saluto.
Redford, aiutato da una somiglianza impressionante, ci restituisce il Togliatti più autentico: punto di
riferimento per una classe in cerca di riscatto; intellettuale spesso in disaccordo con Gramsci (un intenso Robert Duvall); dirigente del Comintern che seguì (dovette seguire?) con devozione la guida di Stalin; sincero antifascista che, Il Miglioreritenuta l’ora di voltare pagina, seppe firmare la famosa amnistia; ateo che accettò con convinzione l’art. 7 della Costituzione; compagno; uomo.

La celebre doppiezza togliattiana è qui raccontata in chiave psicanalitico-fantastica, con una geniale quanto sottile citazione del Dott. Jekill di Flaming: Levinson rende omaggio al maestro senza tuttavia cadere nella ripetizione scolastica né (cosa ancor più difficile) nella piaggeria.

L’impegno e l’indubbio mestiere non riescono a salvare l’interpretazione di una Glenn Close totalmente fuori parte nel ruolo di Nilde Iotti.

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Lo zombie della porta accanto
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Rassegna stampa: quello che avreste potuto leggere sul Superficiale e invece è successo davvero
Aggiornata all'11 ottobre 2011



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