26/04/2010 - Altri articoli dello stesso autore Nando Caligola
La riforma del clima
Carissime lettrici, carissimi lettori de «Il Superficiale», come promesso ecco a Voi lo straordinario Disegno di Legge per la riforma del clima, che solo un governo bello e giusto può permettersi di fare.
La gente è stufa dei bla bla bla, dei discorsi fumosi e delle litigate tra politicanti, quando poi si fa fatica ad arrivare alla fine del mese perché i soldi sono pochi e quelli che ci sono vengono continuamente minacciati dagli extracomunitari di professione.
Ecco allora un governo, quello di Berlusconi, che ha il coraggio di arrivare non solo al cuore dei problemi, ma anche alla pancia degli italiani. E solo grazie a riforme come quelle che stiamo per mostrare, l’italiano, ingiustamente martoriato dall’extracomunitario di professione e dal mancato presidenzialismo alla francese ma senza doppio turno, si sente coccolato e nutrito dal grande padre di tutti noi, il governo Berlusconi.

Scusandomi forse per l’eccessiva pomposità delle mie parole, ma non vergognandomene affatto poiché il giusto è vero e la verità è giusta, corro a mostrare a grandi linee l’imponente quanto magnifico progetto di legge che andrà a riformare il clima.

Si ringrazia il consulente dott. Giuseppe Grillo per averci fornito validi spunti che verranno via via sottolineati all’interno degli articolati.


DISEGNO DI LEGGE DI RIFORMA DEL CLIMA (SCHIFANI-GRILLO)

Art. 1 – De il tempo e similari

[1] Dal 30 giugno 2010, sarà assolutamente vietato chiedere e domandare a chiunque “Che tempo fa?”.

[2] A norma del comma 1, vengo equiparate alla domanda “Che tempo fa?” anche le seguenti domande:

a) “E’ bello o brutto fuori?”

b) “Com’è il tempo?”

c) “Piove?”

d) “E’ nuvolo?”

e) “Fa freddo fuori?”

f) “Fa caldo fuori?”

g) “Quanti gradi ci sono?”

[3] Per accertare l’effettivo stato del tempo, ogni cittadino dovrà provvedere a munirsi di una patata mezza sbucciata da mettere sotto il cuscino (INTEGRAZIONE DOTT. GRILLO).

[4] A norma dei commi 1, 2 e 3 del presente articolo, i trasgressori sono puniti con la morte.

Art. 2 – Delle sette stagioni

[1] A far data dal 14 ottobre 2010, le stagioni saranno le seguenti e con le seguenti date:

a) Autunno – dal 13 novembre al 15 gennaio

b) Inverno – dal 16 gennaio al 24 marzo

c) Primavera – dal 25 marzo al 30 di aprile

d) Estate – dal 1° maggio al 27 luglio

e) Caldo d’inferno – dal 28 luglio al 31 agosto (INTEGRAZIONE DOTT. GRILLO)

f) Brezza – dal 1° settembre al 5 ottobre (INTEGRAZIONE DOTT. GRILLO)

g) Freddezza – dal 6 ottobre al 12 novembre (INTEGRAZIONE DOTT. GRILLO)

Art. 3 – Del vestiario nelle sette stagioni

[1] A norma della lettera a) dell’art. 2 della presente legge, nel suddetto periodo ogni cittadino di sesso maschile è obbligato a portare con sé nelle vie pubbliche un cappotto blu, mentre ogni cittadino di sesso femminile sarà obbligato ad indossare un cappotto rosa.

[2] A norma della lettera b) dell’art. 2 della presente legge, nel suddetto periodo ogni cittadino di sesso maschile è obbligato a portare con sé nelle vie pubbliche un cappotto blu ed un cappello verde, mentre ogni cittadino di sesso femminile sarà obbligato ad indossare un cappotto rosa ed un cappello marrone.

[3] A norma della lettera c) dell’art. 2 della presente legge, nel suddetto periodo ogni cittadino di sesso maschile è obbligato a portare con sé nelle vie pubbliche un cappotto smanicato nero, mentre ogni cittadino di sesso femminile sarà obbligato ad indossare un cappotto azzurrino fino alla cinta, al di sotto di color del mogano.

[4] A norma della lettera d) dell’art. 2 della presente legge, nel suddetto periodo ogni cittadino di sesso maschile è obbligato a portare con sé nelle vie pubbliche un cappotto di colore della bandiera della Giamaica per onorare il bel tempo, mentre ogni cittadino di sesso femminile sarà obbligato ad indossare un cappotto a forma di “Cornetto Algida”, sempre per onorare la bella temperatura.

[5] A norma della lettera e) dell’art. 2 della presente legge, nel suddetto periodo ogni cittadino di sesso maschile è obbligato a portare con sé nelle vie pubbliche un cappotto con i buchi, mentre ogni cittadino di sesso femminile sarà obbligato ad indossare un cappotto di qualsiasi colore purché faccia pendant con l’asfalto.

[6] A norma della lettera f) dell’art. 2 della presente legge, nel suddetto periodo ogni cittadino di sesso maschile è obbligato a portare con sé nelle vie pubbliche un cappotto blu con un marsupio marrone da riporre sul davanti, mentre ogni cittadino di sesso femminile sarà obbligato ad indossare un cappotto che strida con la moda anni Sessanta.

[7] A norma della lettera g) dell’art. 2 della presente legge, nel suddetto periodo ogni cittadino di sesso maschile è obbligato a portare con sé nelle vie pubbliche un cappotto e uno zaino Invicta, mentre ogni cittadino di sesso femminile sarà obbligato ad indossare un cappotto rosa e a portare con sé una palla da basket.

Art. 4 – Delle sanzioni sul vestiario

[1] Chiunque trasgredisca alle norme previste dall’art. 3 della presente legge, verrà punito con la morte

Art. 5 – Del riparo dalle avversità atmosferiche

[1] Dal 21 luglio 2010, è severamente vietato, pena il sequestro prima e poi la morte, qualsiasi riparo portatile dalle avversità atmosferiche, quali ombrelli o ombrellini.

[2] Al fine di ripararsi dalle avversità atmosferiche, ogni cittadino dovrà portare con sé le pagine strappate delle «Pagine Gialle» da riporre sui capelli con lo scotch (INTEGRAZIONE DOTT. GRILLO)

Emendamento Armani

L’espressione “portare con sé” di cui all’art. 3, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, deve intendersi nel senso che il vestiario prescritto debba essere indossato.

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Ecco, care lettrici, cari lettori, che cosa ha in mente il governo Berlusconi, veramente – lasciatemi dire – buono e giusto, per far risparmiare al consumatore molti soldi e farlo arrivare a fine mese!

Un progetto di legge che irrompe nel mondo normativo per la difesa del cittadino da questa brutta brutta crisi che tanto ci attanaglia e non per colpa del santo Governo Berlusconi, che anzi, se vogliamo dirla tutta, ci ha rimesso pure tanti soldi.

Caro lettore, cara lettrice, non sembra forse questo “disegno di legge” dire alla crisi: “Oh, crisi, ma che cazzo vuoi? Ma vattene affanculo!”?

Bene, e allora alla prossima per le anticipazioni sulle riforme dei gadget e regali delle Uova di Pasqua e soprattutto per la tanto attesa riforma delle panchine.

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Rassegna stampa: quello che avreste potuto leggere sul Superficiale e invece è successo davvero
Aggiornata all'11 ottobre 2011



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