09/01/2010 - Altri articoli dello stesso autore Nando Caligola
Mafiund: Capitolo Secondo – Calcioscommesse
La “Mafiund” trae un sempre maggiore profitto dall’attività di calcio scommesse. Le righe che stiamo per leggere hanno scosso l’ambiente calcistico svedese e hanno posto in seno alla società civile scandinava la questione morale: possiamo ancora considerare la società svedese moralmente superiore alle altre europee? Le distanze tra Palermo e Goteborg si sono forse accorciate?
Ecco l’interrogatorio a Sven Lindtroe Moggen, accusato di aver manipolato una grossa fetta del sistema calcio in Svezia.

INVESTIGATORE: “Orsù, Moggen, ci racconti come funzionava il calcio scommesse in Svezia e come combinava le partite della Serie A Svedese, la Sweden Ligen”.

M.: “In merito, voglio rilasciare una dichiarazione spontanea”.

INVESTIGATORE: “Dica pure”.

M.: “Mi dichiaro colpevole per tutte le accuse che eventualmente verranno a me addebitate nel corso delle indagini”.

INVESTIGATORE: “Caro Moggen, chi al giorno d’oggi non si può considerare colpevole? Non lo diceva persino Gesù Cristo? Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Non possiamo forse noi sentirci innocenti di fronte alla fame nel mondo, alle guerre per il petrolio? Possiamo noi…”

M.: “La invito a concentrarsi su quello che sto per dirle. Non divaghi”.

INVESTIGATORE: “Scusi molto”

M.: “Le descrivo come più o meno andava avanti il giro di calcio scommesse da me organizzato. Io e il mio compare, dott. Giraoudenson, ci trovavamo in un bar malfamato, nel centro storico di Stoccolma. Ha presente nel caffè letterario affianco al palazzo del comune di Stoccolma dove ogni anno consegnano i Nobel?”

INVESTIGATORE: “Ah, si, il caffè gestito dai Reali di Svezia. Continui che si fa interessante. Mi descriva Giaroudenson”

M.: “Beh, Giraoudenson era un tipo veramente losco, da mettere i brividi, un vero malfattore. Ripeto, MALFATTORE. E’ un tipo alto, snello, capelli biondi, faccia angelica, laurea in sociologia politica”

INVESTIGATORE: “Beh, non mi sembra…”

M.: “Non mi interrompa mentre confesso. Dicevo, ogni sabato mattina ci trovavamo là e là decidevamo come scommettere. Ovviamente i gestori del locale erano assolutamente nostri complici. Infatti ci fornivano dei fogli prestampati e lì cercavamo di indovinare i risultati delle partite”

INVESTIGATORE: “Continui, continui…”

M.: “Il foglio prestampato e da noi compilato veniva dato al commesso del caffè letterario, il quale lo inseriva dentro una macchina elettronica, che inviava le nostre scommesse nel centro del potere, presso quell’ufficio che noi in gergo chiamavamo ‘Ufficio Scommesse Statali’. E non eravamo gli unici. Era ed è un sistema molto organizzato”.

INVESTIGATORE: “Nel frattempo voi avevate già combinato le partite di calcio grazie ai vostri complici e ai vostri contatti nelle varie dirigenze delle squadre di calcio. Vero?”

M.: “Assolutamente no. Alla fine della domenica sportiva, andavamo a controllare se ci avevamo azzeccato. A dirla tutta non ho mai vinto nulla. Si vinceva se indovinavi dai 12 risultati su 13. E io al massimo ho azzeccato 10 partite”

INVESTIGATORE: “Mah, in pratica, lei mi sta dicendo che facevate la schedina?”

M.: “Si. Quella che in gergo noi chiamiamo ‘Schedina’. La vedo informato. Ha già dei collaboratori di giustizia?”

INVESTIGATORE: “No, ma vi eravamo col fiato sul collo!”

M.: “Beh, delle volte i gestori del bar sbagliavano a darci il resto, ce ne davano in avanzo”

INVESTIGATORE: “MALEDETTI!”

M.: “E a volte uscivamo dal bar senza dire nulla…”

INVESTIGATORE: “Già!”

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