09/01/2010 - Altri articoli dello stesso autore Antonio Cacao
Guido di Fallo: D'altro parlar non vo'
Poeta licenzioso e maudit, Guido di Fallo (?-1400 ca) è stato oggetto di una secolare e incresciosa damnatio memoriae da parte del potere culturale. Per il momento, lasciamo alla critica ufficiale la ricerca delle cause di una così ostinata reticenza; e lasciamo ai soloni della letteratura anche lo studio degli aspetti biografici del poeta, in buona parte misteriosi fra l'altro, quantunque indispensabili a definire il milieu entro cui si sviluppa la sua arte – è certamente fondata l'ipotesi dell'impegno politico di Guido, culminato nella creazione di un movimento teso alla rivendicazione delle libertà comunali (Libertas populi). Diamo conto al lettore di essere venuti in possesso di svariati sonetti del suo Canzoniere; qui pubblichiamo quello che, per il suo spiccato contenuto programmatico, ci sembra indicativo a introdurre motivi e caratteri fondanti della sua opera.
Abbiamo chiesto all'illustre Antonio Cacao di fornire la parafrasi che trovate in calce al testo, e non ci lasciamo sfuggire l'occasione per porgergli i nostri ringraziamenti.

D'altro parlar non vo', se non di figa;
del vento, del sole, del mare bello
non mi cale, né del grasso vitello;
del baffo, del metallo, della spiga,

del ciel, del cristallo, della siga
saper non vo'; ch'io sol mi discappello
'n quel giardin antico, e sempre novello,
che non bacia 'l sol, ma la pioggia irriga.

Ch'ad altri increbbe 'l mio dolce ragionar
non è mestieri che qui se ne dica:
qual in aëre ameno alta sinfonia

esser non pò se romor la desvia,
vago penser in mente s'affatica,
se di figa non segue il palpitar.



PARAFRASI

Non concepisco argomenti estranei all'organo sessuale femminile; non mi interessano i fenomeni atmosferici e le bellezze naturali, né mi interessano i cibi più succulenti; sono estranei al mio orizzonte di pensiero gli inutili vezzi maschili, il denaro, l'agricoltura, i misteri racchiusi nella volta celeste, il lusso e il vizio; perché io assumo un atteggiamento deferente solo dentro a quel giardino, che da secoli rinnova il miracolo della sua bellezza, dove non batte il sole ma scrosciano abbondanti piogge. Quanto al fatto che qualcuno abbia avuto da ridire circa i miei pensieri, che puntualmente tramuto in discorso, non considero opportuno parlarne qui: infatti, come un armonioso concento di suoni, per quanto prodotto in un ambiente ottimale, non può essere udito se sovrastato da rumori molesti, un bel pensiero non può nascere nella mente se non è ispirato al dolce fremito dell'organo sessuale femminile.

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