09/01/2010 - Altri articoli dello stesso autore Nando Caligola
Il caso: la “Gomorra svedese”
Il Superficiale pubblica ampi stralci del volume Mafiund – la Gomorra Scandinava di Dan Goran Maccherone, giovane ed ambizioso reporter che, attraverso l’attento esame di atti processuali, segretati e non, ci descrive la situazione malavitosa svedese, che tutti noi ignoravamo. E’ una rappresentazione davvero impietosa di una società che si credeva esente da problematiche tipiche del nostro Bel Paese.
Buona lettura!



Capitolo Primo – Il tarocco svedese, altro che Napoli

Una delle principali fonti di approvvigionamento di denaro “sporco” da parte dell’associazione malavitosa “Mafiund” è sicuramente la riproduzione illegale dei marchi e dei brevetti delle principali aziende nazionali, quali l’Ikea e la Volvo. Il mercato nero del “tarocco svedese” ha fatturato alla “Mafiund”, solo nel 2008, ben 300-400 euro. Quel che colpisce è la ferocia e la freddezza con cui la Mafiund portava a compimento i propri intenti criminosi. Dal seguente verbale di interrogatorio di Bern Prövënzåniusson durante il processo denominato “Tarocco svedese”, possiamo tracciare l’agghiacciante quadro generale della situazione.

INVESTIGATORE: “Bern Prövënzåniusson, ci dica come funzionava il racket del Tarocco svedese”.

B.P.: “Beh, un po’ me ne vergogno”

INVESTIGATORE: “Non faccia il timido, Bern. Tenga questi biscotti frunglunden, così, per tirarsi un po’ su…ma anche per spronarla a parlare!”

B.P.: “Questa è corruzione, Investigatore!”

INVESTIGATORE: “Ne sono consapevole, mi dimetterò dalla carica in quanto lei ha ragione. Ma prima ci dica come avveniva il fattaccio”.

B.P.: “Vinta la vergogna, caro Investigatore, mi faccio forza e le racconterò tutto nei minimi dettagli. Ebbene, innanzitutto la struttura che gestiva il racket del Tarocco svedese era di tipo piramidale. Al vertice di questa struttura, che noi chiamavamo ‘Azienda’, c’era un capo, che noi chiamavamo ‘Capo’. Era un soggetto che metteva i brividi. Un freddo calcolatore. Uno spietato delinquente. Chiunque l’avesse incontrato di notte, avrebbe cambiato strada o sarebbe scappato”.

INVESTIGATORE: “Ce lo descriva”.

B.P.: “Beh, era alto, snello, capelli biondi, faccia angelica. Noi lo chiamavamo l’ingegnere”.

INVESTIGATORE: “Ah! E perché?”

B.P.: “Perché effettivamente era ingegnere”

INVESTIGATORE: “Vada avanti”

B.P. “L’Azienda, dicevo. Ebbene, il racket funzionava nel seguente modo: c’era una squadra di persone, costretti ed obbligati a lavorare per noi in condizioni disumane. Pagati 3000-4000 euro al mese per un massimo di 7 ore lavorative quotidiane. Beh, c’è da dire che l’Ingegnere concedeva loro un part time nel caso di problemi in famiglia o nel caso avessero figli. Ovviamente la paga rimaneva la stessa. Ebbene, questa ‘squadra’, che chiamavamo in gergo ‘l’Ufficio Design’, aveva l’ingrato compito di studiare i prodotti Ikea o Volvo”.

INVESTIGATORE: “E poi?”

B.P.: “Beh, poi questa squadra detta Ufficio Design progettava i nuovi prodotti, ovviamente diversificandoli da quelli che aveva appena studiato. Tutto ciò per correttezza. Dopodichè, c’era un’altra squadra, quella operativa, che noi in gergo chiamavamo ‘Operai’, che raccoglieva la feccia di Stoccolma, gentaglia che lavorava per un tozzo di pane, che so, anche solo per 2000-2500 euro mensili a fronte di otto ore lavorative giornaliere, 5 giorni su 7, 40 giorni di ferie annue, con tredicesima e quattordicesima e premi di produzione. Estremisti che avevano come unico scopo quello di DELINQUERE, caro Investigatore. Si metta in testa questa parola: DELINQUERE! Questi avevano il compito di produrre fisicamente i prodotti, utilizzando materiale che rispettasse la natura e non inquinasse, secondo il REG. 1023/1971/CE”

INVESTIGATORE: “Ho capito, e poi?”

B.P.: “Poi, attraverso le nostre filiali, regolarmente iscritte alla Camera di Commercio, questi prodotti venivano rivenduti, ad un prezzo ragionevole oltretutto”.

INVESTIGATORE: “Ah, ho capito! Adesso mi è chiaro. Vendevate questi prodotti utilizzando un nome simile a quelli del marchio di quelli studiati dall’Ufficio Uesign! Utilizzando, che ne so, per fare un esempio, ITEA anziché IKEA o FOLVO in vece di VOLVO? E’ così?

B.P.: “Assolutamente no. I nostri prodotti erano venduti col marchio LARSSON”

INVESTIGATORE: “MALEDETTI!”

B.P.: “E a volte non ci pagavano gli straordinari”

INVESTIGATORE: “Già!”

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autore del commentoaaaaaa (12/1/2010 - 17:51:38)
quando farete il film?
autore del commentoFederico Filini (13/1/2010 - 23:12:03)
Ci stiamo lavorando, ma non è facile: al di là dei costi, devi considerare che il Primo Ministro svedese ha detto che vorrebbe strozzare con le sue mani chi scrive libri e fa film sulla mafiund.

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