30/10/2009 - Altri articoli dello stesso autore Gianduia Balengo
Terza lezione di simpatia del Prof. Scoriacci - La tattica dell'età
Per la gioia dei numerosissimi lettori che hanno scritto a Il Superficiale, per chiedere il motivo della lunga assenza da queste pagine di Tiberio Scoriacci, Prof. Emerito di Storia della Simpatia presso l’Università degli Studi di Milano, siamo in grado di pubblicare un nuovo estratto da una delle pubblicazioni più note del Professore, vale a dire “Non ho l’età. Tecniche ontologiche di simpatia”. Il testo in questione nasce dopo cinque anni di studi approfonditi, da parte dello Scoriacci, presso l’Università di Harvard negli Stati Uniti quale visiting professor.
Scoriacci, dopo lunghe conversazioni con Harold Attanasio Pelosi, Prof. di Sympathy or Antipathy II, si rende conto che la simpatia tra un uomo e una donna dipende soprattutto dal dialogo sull’età. Si può essere amici senza sapere l’età altrui? Non nasce una certa e subdola antipatia se, dopo una lunga conversazione al bar, non si sa l’età altrui? E se fosse più vecchio di me di 3 anni? E se invece fosse più giovane di 2? Grazie alla permanenza ad Harvard, Scoriacci è riuscito a risolvere il problema spinoso e ne dà qui sotto la soluzione.


Fabiana, 37 anni, una ragazza che, mentre cammina per le affollate vie di Milano, pensa – un po’ come tutti noi – al concerto che Michael Jackson terrà nell’aprile 2010 o a quanto siano interessanti gli ovini che abitano a Barisardo. All’improvviso, si trova ferma al semaforo. Un po’ a tutti noi è capitato di fermarci al semaforo. Ma a Fabiana capita un episodio significativamente increscioso. Accanto a lei, aspetta il verde uno sconosciuto, Samuele, 32 anni. Subito il pensiero si fa in lei irritato: “Ma guarda questo idiota! Non sa nemmeno quanti anni ho! Mi sta proprio antipatico”. Evinciamo già da subito dal pensiero di Fabiana che non provi particolare simpatia per Samuele. Il problema attorno cui ruota tutta l’antipatia è la non conoscenza da parte di Samuele dell’età di Fabiana.

Samuele prova ad attaccare bottone, come faremmo un po’ tutti noi: “Ciao, come ti chiami? Ti sembro, tra l’altro, simpatico?”. Samuele è diretto. Non perde tempo. Osa addirittura chiedere a Fabiana il nome, cercando poi di smorzare la propria aggressività con una domanda più leggera, basata sulla simpatia. Fabiana risponde: “Come ti permetti di chiedermi il nome, se non sai quanti anni ho?”. Samuele si rende conto del grande sbaglio commesso e, sudato e maleodorante a causa della situazione che si è creata, cerca di riparare, con un gioco magistralmente difensivo: “Io sono nato nel 1977. Ora ti sono simpatico?”. Bravo Samuele! Hai giocato bene le tue carte. Non sapendo l’età di Fabiana, dice la sua data di nascita, non la sua età. In tal modo, Fabiana non può immediatamente intuire l’età di Samuele, perché l’anno non le dice niente.

Tuttavia, Fabiana può rispondere: “Come fai a essermi simpatico se non sai l’età che ho e, in più, ti permetti di non dirmi la tua età? Quelli come te, mi stanno proprio sul cazzo! Comunque, io sono nata nel 1972”. Fabiana pare seccata. Lo desumiamo dal punto interrogativo e, in fondo, lo saremmo un po’ tutti noi, se fossimo dinanzi a Samuele. Tuttavia, Fabiana cede alla maleducazione di Samuele e si lascia sfuggire il proprio anno di età.

Samuele può allora giocare l’arma vincente: “Beh, figo, tu sei più giovane di me, perché il 1977 è un numero più grande del 1972. Il 7 supera il 2 di 5 numeri. Quindi, io sono più vecchio di te di 5 anni”. Grande Samuele! Sei riuscito a prendere in mano la situazione con la matematica. Tutti, infatti, sappiamo che 1977 è un numero più grande di 1972. Se spendiamo 1977 euro e non 1972, ovviamente ci ritroviamo con 5 euro in meno. Quindi, come è preferibile spendere 1972 piuttosto che 1977, così nascere nel 1972 ci fa sentire più giovani di nascere nel 1977, perché mancano 5 anni.

Fabiana, un po’ confusa, ma affascinata – come d’altronde saremmo tutti noi – risponde: “Hai ragione! Non ci avevo mai pensato. Però, scusa, se sei nato nel 1977 non hai vissuto gli anni tra il 1972 e il 1977. Mentre io li ho vissuti. Questo mi confonde un po’...”. Fabiana mette in campo una questione del tutto particolare, quella temporale. Se uno nasce nel 1977, non può aver vissuto – per esempio – il Natale 1974, a differenza invece di chi è nato nel 1972. Samuele, ora meno sudato e maleodorante del solito, risponde: “Non vuol dire niente, il tempo ha una misurazione diversa rispetto alla grandezza dei numeri. Ciò che conta è che il 7 è più grande del 2. Quindi sei più giovane di me di 5 anni”.

Fabiana, oramai convinta del ragionamento, come in fondo saremmo convinti un po’ tutti noi, dice: “Ah, certo, il mio nome è Fabiana, piacere. Tu mi sei simpatico”.

Samuele ha dimostrato con la realtà dei numeri la propria simpatia.

Prof. Tiberio Scoriacci

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autore del commentoAnonimo (28/12/2009 - 16:13:48)
ahahahahahahahahahahahaha!!!!!!!
autore del commentoOsvaldo (7/10/2010 - 01:31:38)
Divertente!! :)

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