12/03/2009 - Altri articoli dello stesso autore Antonello da Messina
Stalìno Rivoluzionario Pugnaghi: la sintesi estrema in pittura
Stalìno Rivoluzionario Pugnaghi, figlio naturale di Benito Roffelli (che non volle mai riconoscerlo) e di Utopia Pugnaghi (detta Pia), nacque a Radda in Chianti il 23 agosto 1949.
Il padre, ex repubblichino, ebbe una breve ma intensa storia d’amore con Pia, detta “la pasionaria della Val d’Elsa” ma poi, preso atto delle divergenze politiche con l’amata, l’abbandonò al sesto mese di gravidanza. La donna decise di crescere il figlio da sola, dandogli un nome coerente con i propri ideali politici e di chiara sfida verso il Roffelli.
Il piccolo Stalìno, dopo un’infanzia e una prima giovinezza passate sull’Appennino Tosco-Emiliano, dove il nonno si sostituì in pratica alla figura paterna, improvvisamente decise di partire per Parigi desideroso di partecipare al Maggio francese, lasciando la scuola a poche settimane dal diploma di maturità linguistica.

La parentesi parigina durò ben poco, giusto il tempo di rimediare un foglio di via dalle autorità transalpine. Sulla Rive gauche conobbe però alcuni artisti che l’avrebbero cambiato per sempre.

Lui che non aveva mai preso un pennello in mano, cominciò a lasciare un segno del suo passaggio su ogni superficie a disposizione, incontrando giudizi spesso discordi. Ma d’altronde il Pugnaghi è così: o lo ami o lo odi.

Le sue opere sono una costante ricerca di sintesi, e non fa mistero che questa sua impronta, nata nei primi anni, sia dipesa dalla scarsità di mezzi e dalla clandestinità in cui operava. Quando scoprì che un dipinto su tela, a differenza di un murale abusivo, poteva essere eseguito alla luce del sole e persino venduto, la sua attività ebbe una svolta.

E siamo ai giorni nostri. La computer grafica ha fatto conoscere una seconda giovinezza artistica al Pugnaghi, che però non ha abbandonato le caratteristiche essenziali delle sue opere, come si può vedere dalle tavole che ha realizzato per Il Superficiale.

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