12/03/2009 - Altri articoli dello stesso autore Nando Caligola
La volgarità dell'assurdo
nel teatro di Odoacre Zugneau:
En attendant ‘sto cazzo
Odoacre Zugneau, massimo esponente della volgarità dell'assurdo, studia drammaturgia alla Sorbonne di Parigi subito dopo la fine della guerra. Francese di origine pugliese, ha come punti di riferimento Samuel Beckett ed Eugene Ionesco. Cerca di entrare nella crème teatrale parigina, attraverso le sue produzioni giovanili, che ricalcano in gran parte i temi classici del teatro dell'assurdo. Viene estromesso in quanto ritenuto eccessivamente volgare. Dopo tale delusione, decide di lasciare il teatro per dedicarsi all'agricoltura.
Il Superficiale pubblica i primi due atti della sua opera più riuscita, En attendant 'sto cazzo.


ATTO PRIMO

Zona Mirafiori Sud, fermata del 18.

Nel grigio della città, solo la paletta della fermata e una panchina, umida.
C'è solo Cosimo, che legge un giornale sportivo di colore rosa.
Arriva Oligarc, ricercatore in filosofia.

OLIGARC: sai cosa pensavo? Che questa paletta della fermata è fredda. Freddo il mio cuore. Fredda la città. Nessuno tranne noi e questa umida panchina.

COSIMO: sai Oligarc, mi scappa da cacare...

OLIGARC: mia madre non mi ha mai capito. Mio padre l'ho conosciuto poco. Di lui solo uno sbiadito ricordo. Una vecchia foto, sapore di pipa, dolore. E questa panchina umida.

COSIMO: ieri non ho cacato, ecco perchè adesso mi scappa da cacare...

OLIGARC: e qua non c'è nulla. Come il mio passato. Come il mio futuro. E perchè quella abbandonata ciminiera lontano nell'orizzonte continua a fumare?

COSIMO: per cacare preferisco la sera prima di andare a dormire...

OLIGARC: in natura non esiste male o bene, esiste solo lotta. E' una battaglia per sopravvivere. Nel nulla. Nel tutto.

COSIMO: Ehi, Oligarc, sta arrivando!

OLIGARC: Chi?

COSIMO: 'Sto cazzo!




ATTO SECONDO

Zona Mirafiori Sud, fermata del 18.

Una leggera nebbia sfiora i muri scrostati. Intorno solo la paletta della fermata e una panchina, umida.
C'è solo Cosimo, che s'affatica con uno stuzzicadenti in bocca.
Arriva Oligarc
.

OLIGARC: Non ho vissuto per non avere ricordi. Questa solitudine mi distrugge. Tutto è abbandono.

COSIMO: sai Oligarc, cacare mi piace...

OLIGARC: La panchina è umida, come i miei occhi, piango. Sono solo. E' quello che volevamo, quando iniziammo il nostro percorso di solitudine?

COSIMO: A volte, Oligarc, caco per ore...

OLIGARC: dalla città solo lamenti di vuoti, solo grida di assenza. E quel rinoceronte proprio non vuole smetterla di osservarmi.

COSIMO: l'unica cosa di cui non posso fare a meno è cacare...

OLIGARC: non ho voglia di sentire ancora per molto questo silenzio. Mi attanaglia. Ma perchè?

COSIMO: Non ti preoccupare Oligarc, sta arrivando!

OLIGARC: Chi?

COSIMO: 'Sto cazzo!

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Lo zombie della porta accanto
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Rassegna stampa: quello che avreste potuto leggere sul Superficiale e invece è successo davvero
Aggiornata all'11 ottobre 2011



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