12/03/2009 - Altri articoli dello stesso autore L'Intervistatore
Scultura contemporanea: L’uomo che plasma il tiramisù
Siamo lieti che Pino Tonnis ci abbia finalmente concesso questa intervista. Sia perché lo seguiamo da anni nelle sue performance in giro per il mondo, sia perché, sempre da anni, lo “inseguiamo” sperando di vincere la sua ritrosia. Ed eccoci di fronte al Maestro, in villeggiatura alle Basse di Stura, nella splendida cornice della discarica dell’Amiat.

Intervistatore: Buongiorno Maestro!

P.T. : Buongiorno. Mi chiami pure Pino. Gradisce una fetta di tiramisù? Sa, non mi separo mai dai miei attrezzi da lavoro.

I. : Grazie, l’accetto molto volentieri. Può dire ai nostri lettori in cosa consta la sua attività artistica?

P.T. : È presto detto: esprimo la mia creatività plasmando falli di tiramisù. Per carità, non nascondo di avere realizzato anche altri soggetti, dalle scene di caccia ai paesaggi urbani, ma ho superato il fastidio di fare ciò che piace al pubblico e, visto che il pubblico mi chiede cazzi, io gli do principalmente cazzi.

I. : Grazie Pino, non è facile oggi trovare qualcuno che parli chiaro. Tra gli artisti poi… Può spiegare come si svolgono concretamente i suoi allestimenti?

P.T. : Mi piace ricordare che, di fatto, la mia ultima esibizione ha le stesse caratteristiche della prima, risalente ai primi anni Novanta. Nel corso di una festa di compleanno, ebbi l’ipirazione di plasmare un pene col contenuto di una teglia di tiramisù che avevo visto nel frigorifero. Quando il dolce venne portato in tavola e liberato dal coperchio, gli invitati reagirono molto bene alla mia iniziativa; cominciai ad essere invitato in case private, da amici e conoscenti, poi la voce si sparse e venni contattato da un gallerista, fino a che questa attività divenne la cosa che mi dà da vivere.

I. : I prossimi appuntamenti?

P.T. : Tra pochi giorni ci sarà la settimana della moda, poi l’inizio della stagione navale, ed altre numerose manifestazioni alle quali sono invitato. E poi a novembre ci sarà la mia personale a Parigi: trecento metri quadri tutti per i miei tiramisù. Naturalmente l’aspetto, sarà mio ospite!

I. : Grazie, ci sarò senz’altro. Un’ultima cosa: ha lavorato anche su altri materiali?

P.T. : Certo, la sperimentazione accompagna da sempre la mia attività; tuttavia, dopo queste esplorazioni, torno sempre con maggior convinzione al tiramisù: unisce doti di gusto e malleabilità davvero uniche.

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autore del commentofrancesco cossiga (6/7/2009 - 01:44:08)
siete della malavita??

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