22/01/2008 - Altri articoli dello stesso autore Antonello da Messina
Del perché superficiale delle cose
Due parole sul nuovo numero.
Il titolo è un omaggio a Glen or Glenda, film di Edward Wood del 1953 che non ha niente a che vedere con la nostra storia; e non l’abbiamo scelto per attirare qualche sprovveduto navigante (avremmo scelto “Foto nuda” di qualche attricetta), ma perché il Kakaric con una bottiglia rotta in mano è stato molto convincente.
Il numero invece è dedicato al Dalai Lama, o meglio al suo mancato ricevimento dai vari potenti della terra in seguito, probabilmente, ad un equivoco. Se ne parlava al bar quando Mimmo Marestozzi, inserendosi nel dibattito ha sentenziato: «State senz’altro parlando di Mr. Dalai Llama, il Dalai Lama è il cretino vestito di arancione». Insomma, all’idea di ricevere una specie di cammello tutti avrebbero storto il naso, imbarazzati, laddove quel signore innocuo apparentemente uscito da un toga party sarebbe stato gradito. Sposiamo in pieno la tesi dell’omonimia, che decliniamo in altre possibili varianti.

Per il resto, il nostro inviato da Treviso ci fa un interessante resoconto su quella che non si può proprio più chiamare tranquilla vita di provincia, il Kakaric ci presenta i film in uscita nelle sale, avremo l’atteso ritorno dell’oroscopo e Antonio Cacao, improvvisato critico letterario, recensirà una poesia giunta inspiegabilmente alla nostra casella di posta.

Buona lettura.

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Lo zombie della porta accanto
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Rassegna stampa: quello che avreste potuto leggere sul Superficiale e invece è successo davvero
Aggiornata all'11 ottobre 2011



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