11/09/2007 - Altri articoli dello stesso autore Gianduia Balengo
Prima lezione del corso “Simpatia” del Prof. Tiberio Scoriacci
L’Emerito Prof. Tiberio Scoriacci insegna da svariati anni Storia della Simpatia presso l’Università degli Studi di Milano. La sua problematicità nell’affrontare scientificamente le difficoltà dell’esistenza, nonché la sua rinomata abilità nei confronti dell’urgente dramma della “simpatia”, lo hanno reso un nome assai importante nel mondo intellettuale di Milano: da tempo, uomini e donne, bambini e bambine, anziani e anziane seguono i suoi corsi, apprendendo le migliori tattiche di simpatia che ci siano sulla Terra. Ma come dimenticare, eeeeh? Come dimenticare le pubblicazioni dello Scoriacci come il monumentale “Simpatia” (1979), il tragico “Sono simpatico?” (1985) o, ancor di più, l’iracondo “Lei non è simpatico!” (1997). A pochi giorni dal nuovo best seller “Sembri simpatica”, Il Superficiale ha ottenuto in anteprima alcuni passaggi della sua nuova opera.

Quando incontriamo il nostro vicino di casa Alfonso o il fruttivendolo Carmine, quello che ha il negozio due isolati dietro casa nostra, e pensiamo: “ma quanto mi sta sul cazzo Alfonso!” o “gli tirerei una zucchina in testa a Carmine!”, probabilmente né Alfonso né Carmine ci sono simpatici, forse ci sono addirittura antipatici. Lo desumo dai punti esclamativi posti alla fine dei pensieri suddetti. Ma come possono Alfonso e Carmine diventare simpatici?

Molto semplice, basta seguire con attenzione i seguenti esempi:

A) Alfonso incontra per strada Mery, ragazza semplice ma, al tempo stesso, talentuosa poiché ha ottenuto 3 dalla giuria di Cultura Moderna, dopo alcuni passi di danza jazz.

Alfonso si avvicina e le chiede: “sono simpatico?”. Lei gli risponde: “come faccio a sapere se tu sei simpatico?”.

Giusta osservazione, cara Mery. Ma ciò problematizza la questione. Alfonso cosa può fare? Ritrarsi bofonchiando qualche frase sconnessa su Teo Mammuccari? Non credo che ciò lo renda simpatico.

Pertanto, potrebbe, per esempio, tentare con un astuto gioco di parole.

Alfonso: “sai che Dick Chaney, il ministro di Bush, è proprio un cazzone?”.

Beh, qui Alfonso, con subdola maestria, gioca con il termine “dick” che in inglese vuol dire “cazzo”. Ma se Mery dice: “e, allora, io non so l’inglese, quindi quello che hai detto non mi sembra simpatico e tu non sei simpatico!”.

Giusta osservazione, cara Mery. Ma ciò problematizza la questione. Come può essere simpatico un tale che gioca con termini che l’altro individuo non conosce? Non è simpatico.

Allora, il nostro Alfonso, sempre più sudato e maleodorante, potrebbe tentare la cosiddetta carta Iva Zanicchi, cioè un altro incredibile sovversivo gioco di parole.

Alfonso: “Secondo me, la Zanicchi pensa sempre all’Iva!”.

Bravo Alfonso, hai giocato di nuovo con subdola maestria con i termini: stavolta è “iva” l’ago della bilancia, in quanto è un nome ma anche un importante riferimento economico per tutti.

Ma Mery potrebbe rispondere: “ Non è detto che lei pensi sempre all’Iva, la conosci forse? E poi mi hai fatto ricordare quante tasse domani devo pagare! Non mi sembri per niente simpatico!”.

Giusta osservazione, cara Mery. Ma ciò problematizza la questione. Come può essere simpatico un tale che gioca con termini che rimandano a temi spinosi del nostro vivere? Non è simpatico.

Pertanto, ad Alfonso, non resta che dire: “va beh, scusa, vado a casa”.

E Mery risponderà: “ok”.

B) Carmine, il fruttivendolo, deve cercare di vendere una zucchina a Matilde, nota pensionata dedita a seguire Mengacci in ogni luogo dell’Italia. Quando Matilde entra nel negozio e saluta, Carmine risponde: “Matilde, posso venderle con simpatia una zucchina?”.

Matilde dice: “e come posso sapere se lei me la vende con simpatia o non piuttosto con antipatia?”.

Giusta osservazione, cara Matilde. Ma qui la questione è più complessa. Carmine ha dei figli, forse, deve fare pranzo, quindi ha bisogno di guadagnare soldi con la zucchina venduta. Ma come farlo con simpatia?

Forse potrebbe ficcarsela nel naso e tenerla lì per dieci minuti, facendo le boccacce a Matilde. Tuttavia Matilde potrebbe dire: “non mi piace la zucchina avvolta nel muco del suo naso, lei non mi è simpatico!”.

Giusta osservazione, cara Matilde. Non sempre verdura e scarti fisici vanno di pari passo con la simpatia.

Forse Carmine, potrebbe far finta di usare la zucchina come cornetta telefonica e dire: “Guardi Matilde. Pronto, pronto, c’è qualcuno dall’altra parte?”, simulando una telefonata con uno sconosciuto.

Ma Matilde potrebbe dire: “ma la zucchina non è un telefono, quindi non c’è nessuno che può risponderle. Lei non mi sembra simpatico”.

Giusta osservazione, cara Matilde. Non sempre le zucchine e i telefoni vanno di pari passo con la simpatia.

Non resta a Carmine che dire: “mi scusi, beh, resto in negozio muto”.

E la signora: “ok”.

Come avete potuto vedere non è facile per Alfonso e Carmine essere simpatici.

Con la prossima lezione, risolveremo altri casi di simpatia.

Prof. Tiberio Scoriacci

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autore del commentofiero di essere anonimo (11/9/2007 - 13:37:10)
Veramente geniale! Ma l'autore che l'ha scritto si droga?
autore del commentoPaolo (17/9/2007 - 12:43:47)
bravi, articolo molto bello!
autore del commento..... (18/10/2007 - 18:56:25)
SUKA
autore del commentoCiao (28/1/2008 - 10:17:52)
ah.................... che stronzata!
autore del commentoUn vero Alfonso (22/11/2008 - 19:37:09)
molto interessante

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