12/08/2007 - Altri articoli dello stesso autore Antonello da Messina
Ho fatto tredici: pizza per tutti!
Ricordate il riso ripieno di Delitto al ristorante cinese, farcito chicco a chicco dal grande Tomas Milian con un look tipo Gamon ma senza spada (“ah… Chicco di liso, folmichina, legale… Chicco di liso, folmichina, legale…”)? Quisquilie e pinzillacchere di fronte alla pizza più costosa del mondo! La prepara Renato Viola, per sedici milioni e rotti delle vecchie lire: una pizza di 20 cm da dividere tra due commensali (casomai foste a dieta), con caviale rarissimo, cognac introvabile e quant’altro di meglio ci sia sul pianeta. Comodamente a casa vostra (http://www.renatoviola.it).

Non ci interessa, qui, stabilire se 8300 € per una pizza (in due) sia un prezzo concorrenziale: visto che l’Occidente, per battere i paesi emergenti, deve — pare — puntare sull’eccellenza e non sull’abbattimento dei costi di produzione, direi che siamo sulla buona strada; né ci interessa dare giudizi morali sui mangiatori di tali pizze: se invece della macchina nuova volete farvi una superpizza, avete tutto il nostro appoggio (a conti fatti, inquinerete di meno nonostante uno dei caviali debba arrivare dalle acque iraniane).
Quello che vogliamo fare è contemplare questa notizia e farci delle grasse, superficiali, incontenibili risate, oltre che bollare come nozione superficiale la pizza più costosa del mondo.

Il nostro consiglio è di abbinarla ad “una prugna che galleggia nel profumo, servita in un cappello da uomo” (come Yoko Ono nei Simpson; e il motivo per cui non è questo il titolo dell’articolo è che su Google c’erano già ben 73 pagine che rispondevano a questa ricerca).

Buon appetito.

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