02/05/2006 - Altri articoli dello stesso autore Wassily Kulo Kakaric
luminare bulgaro sostiene: "Ceusescu cammina fra noi"
Vulgata Krastocev, 102 anni a giugno, nonostante la veneranda età non ha ancora rinunciato alla familiare cattedra di Massoneria delle Dinamiche Economiche presso all’Università di Sofia, dove insegna dal 1989.

La lunga carriera del professore inizia nel 1924 quando, ventenne neolaureato in Costruttivismo delle Relazioni Sociali nella lontana Mosca, è a sorpresa l’unico scienziato ad avere il privilegio di sottoporre ad indagine scientifica la salma del defunto Vladimir Ilic Lenin. Proprio dalla ghiandola pineale del patriarca comunista, Krastocev estrae il principio attivo del controverso “Comunex” – la “Pillola Socialista della Felicità” o “Acido Rosso” – che per trent’anni circa, dal anni 1940 al 1973, fu somministrato a milioni giovani dei paesi del blocco sovietico.

Studioso eclettico, dai molteplici interessi, contribuisce in prima persona ai più maestosi progetti di sviluppo dell'Unione Sovietica degli anni '60 e '70: il trasferimento della Grande Muraglia alle porte di Mosca (il progetto non fu tuttavia mai realizzato), il riversamento delle acque del Mar Nero nel Mar Caspio e viceversa del 1962, e la faraonica rotazione di 2,3° dell'intera città di Stalingrado realizzata fra il 1970 ed il 1972.

Ha appena pubblicato il saggio "Capitale e Mesmerismo", nel quale vengono ricostruiti gli ultimi giorni di vita del "satrapo ignorante" Nicolae Ceausescu, fucilato - ma l'autore sostiene trattarsi di una messa in scena - il 25 dicembre del 1989.
La falsa fucilazione e la fuga

Nella prima parte del saggio, Krastocev sostiene con decisione che la fucilazione di Ceausescu è stata una messa in scena: troppi i cinquantadue fori di uscita di pallottola sul cadavere, se posti in relazione ai quattro fori d'entrata. A questo proposito Krastocev demolisce punto per punto le testi dell'italiano Risfane Diobasci - già perito nel dibattimento per l’abbattimento del DC-9 di Ustica - il quale, con un dado da venti, una Palla Pazza che Strumpallazza ed una pistola giocattolo calibro 9, aveva sostenuto la perfetta coerenza balistica delle ferite sul cadavere di Ceausescu. Dopo la falsa fucilazione, continua Krastocev, Ceausescu fu fatto fuggire dalla Romania in motocicletta e quindi rifugiato in Svizzera, sotto l'insospettabile nome di Nikolaj Ceausesku. Fra le numerose testimonianze fotografiche dell’esilio riportare nel libro di Krastocev, spiccano le foto che ritraggono un Ceausescu felice accanto a Totò Schillaci allo stadio Olimpico di Roma ed un fotogramma del video di "Notti Magiche" in cui Ceausescu fa capolino accanto a Gianna Nannini.

Il cambio d'identità ed il mesmerismo

Ma il cerchio attorno a Ceausescu, nel 1992, iniziò a stringersi: qualcuno aveva parlato. Messo alle strette, l'entourage del dittatore in esilio prese una decisione drastica: occorreva far assumere a Ceausescu non solo una nuova identità ma anche un nuovo volto. Non potendo ricorrere ad una plastica facciale, a causa delle cagionevoli condizioni di salute del dittatore, venne fatto un primo, fallimentare, tentativo di migrazione dell'anima ricorrendo all'antica sapienza contenuta nel Libro dei Morti egizio. In quei frenetici giorni venne presa una decisione, rischiosa ma decisiva se coronata dal successo: migrare il fluido vitale di Ceausescu in un altro uomo per mezzo di una seduta mesmerica. La scelta cadde su un uomo italiano vecchio e malato, un tempo in auge ma ora in rovina, travolto dalla crisi del proprio impero finanziario, che Krastocev identifica nell’italiano Silvio Berlusconi.

La doppia vita di Causescu

L’ultima parte del saggio di Krastocev, in cui si descrive la presunta seconda vita di Causescu sotto le sembianze di Silvio Berlusconi, è la più densa di significati filosofici e la più controversa. Krastocev procede da un assunto filosofico secondo il quale lo spirito e lo “slancio vitale” del Causescu Berlusconi, se reali, debbono avere un corrispettivo nelle forme sociali, estetiche e formali dell’italia contemporanea sotto il governo Berlusconi. Con dovizia di particolari ed un’appassionata ricerca sociologica, Krastocev pone in parallelo l’Italia di Berlusconi e la Romania di Ceausescu a dimostrazione della sua tesi: il dissenso interno, una società in una terribile crisi economica sistematicamente celata dall’informazione governativa, la repressione nascosta e così via. Per quanto discutibile, “Capitale e Mesmerismo” - disponibile in Italia sui canali di Media Shopping - è un saggio di assoluto interesse per il contenuto nonché per l’originalità del procedere argomentativo dell’Autore.

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Aggiornata all'11 ottobre 2011



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