19/11/2005 - Altri articoli dello stesso autore Antonello da Messina
Al Jazeera: "Liberato Coccolone" Smentita nella sera
Oggi Ci siamo svegliati con una splendida notizia: la liberazione di Maurizio Coccolone, nelle mani dei suoi rapitori da ormai più di 100 giorni. In serata, però, è giunta la smentita ufficiale. Vediamo cos’è successo.
Nella notte le agenzie di stampa, l’Ansa in testa e con effetto domino tutte le altre, battono la notizia che quasi nessuno sperava più di leggere: “Probabile rilascio di Coccolone”. Quel “probabile” mette sull’avviso un po’ tutti, ma in casi come questi è consuetudine non esprimersi con eccessiva sicurezza, sicché prevale l’ottimismo e la notizia viene presa per buona, rimbalzando ed autoalimentandosi ad ogni passaggio d’agenzia.
Dalle sei la nostra redazione (assieme a quelle di tutto il mondo) comincia a tempestare di telefonate l’unità di crisi della Farnesina, ma una voce dapprima assonnata e poi sempre più adirata ci ripete che loro non ne sanno nulla. Ancora una volta prevale l’ottimismo, e interpretiamo quelle frasi come rituale prudenza.

Nel frattempo le agenzie forniscono nuovi particolari: la fonte, si dice, è un tassista di Kabul, che in passato è stato al soldo delle intelligence di mezzo occidente, ed è tuttora un punto di riferimento per tutti i traffici — leciti e meno leciti — della capitale. Voci di ambasciata sembrano avvalorare l’annuncio.

I giornali europei, ormai in edicola, preparano uno speciale per l’indomani, e contemporaneamente celebrano il fatto nella loro edizione telematica. Le testate americane, approfittando del fuso orario, danno già la notizia in prima pagina. Bruno Vespa si prepara ad una lunga diretta, e comincia a registrare servizi e contributi di esperti. La Farnesina tace. Hanno addirittura staccato il telefono.

I telegiornali del mattino aprono tutte le edizioni con servizi su Coccolone; sullo sfondo campeggia la fotografia, ormai tristemente celebre, che lo ritrae mentre la vile lama lo minaccia sul pitale. Vengono intervistati i soliti esperti e, visto che il tassista ha parlato di delinquenti comuni, viene sentito anche Graziano Mesina (Grazianeddu) che, raggiunto telefonicamente, si lancia in diretta su La7 in arditi confronti tra l’anonima sarda e i sequestratori di Coccolone. Alla Farnesina, i telefoni sono ancora staccati.

A metà pomeriggio il clima di giubilo che ormai pervade tutto l’Occidente viene adombrato dal primo, timido, invito alla prudenza: un’agenzia avverte che il tassista in questione potrebbe non essere il noto Abdullah Man Sajeh, ma il fratello di questi, Alì, conducente dal passato limpido ma dedito al bere e, quindi, del tutto inaffidabile. D’altra parte, fa notare il comunicato, la Farnesina non ha confermato nulla. I dubbi rimbalzano anch’essi da un’agenzia alll’altra, ma nell’animo degli italiani la speranza è ancora ben viva, e in ogni forum del mondo è chiaro che non ci si vuole rassegnare.

In serata, sulle speranze di tutti, la doccia fredda: il ministro degli esteri Fini convoca una conferenza stampa dall’unità di crisi e smentisce categoricamente il tutto.

Ancora una volta l’ansia di “dare la notizia” ha mandato in tilt (come si diceva ai miei tempi) il nostro sistema di comunicazione.

Bruno Vespa dovrà rimandare il suo speciale (Raiuno l’ha rimpiazzato con una replica de Il Commissario Rex), e la famiglia Coccolone, e noi con essa, dovrà aspettare ancora a stappare lo spumante. Nel frattempo, è giusto ricordare a quei signori che non avremo pace finché non potremo riabbracciare il nostro connazionale: siamo tutti Coccolone.

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autore del commento (23/11/2005 - 19:49:21)
Anche io sono Coccolone!
autore del commentoCoccolone sarete voi. (24/11/2005 - 18:13:32)
Parlate per voi! Dite, se volete: “IO sono Coccolone”, sull’esempio di Kennedy a Berlino, e non mettete in mezzo altri. Io, senza tirare in ballo questioni etiche, politiche, morali o ideologiche, mi sento profondamente estraneo al personaggio in questione, se non altro per questioni estetiche: è troppo brutto perché possa identificarmici.
autore del commentoCocciolone sarà Lei (25/11/2005 - 11:09:24)
egregio "Cocciolone sarete voi". Infangare così l'onore di un eroe italico: vergogna! vergogna!
autore del commentoCocciolone a chi? (27/11/2005 - 12:25:42)
Scusi, egregio "Cocciolone sarà Lei", ma ciò che dice non ha senso. Prima di tutto, Cocciolone è tutto meno che un eroe. In secondo luogo non è la persona di cui si sta parlando (non so se ha visto la foto e ha letto gli articoli che lo riguardano), ma soltanto un quasi omonimo. Infine, proprio non capisco come Lei che considera Cocciolone un eroe, possa scrivere "Cocciolone sarà Lei" a mo' di insulto. Sarebbe come se Malcolm X avesse insultato i membri del KKK chiamandoli "sporchi negri"... (Anche se a ben vedere sarebbe stata una cosa geniale).
autore del commentoCocciolone sarà Lei (29/11/2005 - 17:45:18)
Che Coccolone sia un eroe è certo opinabile - un po' come per quell'imbecille di Quattrocchi - però per me è un eroe: ok? Quanto alla contraddizione fra il contenuto del messaggio ed il nomignolo, era giusto per scrivere qualcosa. Se preferisce mi firmo con nome e cognome....
autore del commentoNon dividiamoci! (29/11/2005 - 21:54:39)
Vi prego, in situazioni come questa è importante restare uniti. Rimandiamo ogni polemica a quando il nostro connazionale sarà stato liberato. Viva l'Italia e viva Coccolone!
autore del commentoAnche io! (29/11/2005 - 23:33:28)
Anche io sono d'accordo con "Non dividiamoci!": Viva l'Italia e viva Coccolone!
autore del commentoIl Patriota (1/12/2005 - 16:43:02)
Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta, dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa. Dov'è la vittoria? Le porga la chioma, che schiava di Roma Iddio la creò. Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte. Siam pronti alla morte, l'Italia chiamò. Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte. Siam pronti alla morte, l'Italia chiamò, sì! Noi fummo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popoli, perché siam divisi. Raccolgaci un'unica bandiera, una speme: di fonderci insieme già l'ora suonò. Uniamoci, uniamoci, l'unione e l'amore rivelano ai popoli le vie del Signore. Giuriamo far libero il suolo natio: uniti, per Dio, chi vincer ci può?
autore del commentoCaro Patriota, (1/12/2005 - 17:26:35)
parlo a titolo personale, ma credo di interpretare il pensiero di molti facendo questa considerazione: "e 'sti cazzi?".
autore del commentoCarissimo Patriota (1/12/2005 - 17:50:40)
non so bene come si scrive una pernacchia o una scureggia - scusami, patriota, sono un povero omino di sinistra - però come si scrive "vai a fare in c***" mi viene facile. vacci, dunque
autore del commentoun po di patria non fa male (7/12/2005 - 11:28:02)
fra una cazzata e l'altra ci sta bene....
autore del commentoPatriota 2 (4/4/2007 - 08:48:56)
Io volevo dire al sig. "Carissimo Patriota" che anche se sei un (come ti definisci tu) povero omino di sinistra questo non vuol dire che non puoi amare il tuo paese e rispettarlo e cercare di difenderlo. A me sembra invece che tutti stiano cercando di distruggere la cara e bella Italia. P.s. Io sono un apolitico convinto

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