17/11/2005 - Altri articoli dello stesso autore Gianduia Balengo
La vera Storia di Maurizio Coccolone
Grazie ai nostri inviati afgani Edgardo Vermiglio Cattelan e Manfredo Giairole, siano venuti a conoscenza di una storia d’incredibile attualità, celata dalla stampa specializzata.
È la storia di un uomo normale, uno come tutti noi che ha avuto l’unico torto di amare il gorgonzola lombardo.
Stiamo parlando di Maurizio Coccolone, nato il 15/11/1972 a Pontirolo Nuovo, in provincia di Bergamo. Figlio di Osvaldo, falegname rinomato in paese per la sua capacità di sollevare da terra un bicchiere di grappino con le dita dei piedi, e di Gina, casalinga inquieta che passa tutto il giorno a cercare con la parabola satellitare le telenovele dell’Ecuador e del Paraguay («che bei fiulot’ sun sti’ negras!» è il suo commento solito), Maurizio, insieme al fratello Kevin, oltre ad occuparsi ogni domenica delle coreografie de “L’Atalanta fan club di Pontirolo Nuovo (non vecchio)”, passa la sua vita a vendere agli anziani del posto e dei paesi limitrofi, per due euro l’una, le etichette delle confezioni di gorgonzola prodotte a Lurano, facendole passare come quegli indispensabili cimeli dei Partigiani bergamaschi invidiati dai rivali bresciani.
Come avrete capito la vita di Maurizio è come quella di tutti noi: un ragazzone dai sani ideali, semplice e senza troppi grilli per la testa, collezionista della rivista “Le rugose bergamasche” e perennemente single poiché schifato dalle ragazze del posto, tutte innamorate di Brandon Lee Noscherone, figlio del vicino di casa Walter, noto carpentiere della zona.
Un giorno, però, si consumò la tragedia: la moria di tutte le vacche di Lurano, dovuta, a detta degli abitanti del posto, di un virus diffuso da alcuni rumeni venuti a vivere nella zona.
Maurizio non seppe più che fare: rischiava di rimanere disoccupato, ma questo lo importava poco. Ciò che più lo preoccupava era piuttosto la sorte dei vecchietti di Pontirolo Nuovo: cosa avrebbero fatto senza le etichette del gorgonzola? Come potevano guardare ancora negli occhi i rivali bresciani?
Furono giorni duri per Pontirolo Nuovo.
Visto Maurizio infastidire un mercoledì mattina la Luisella, vale a dire la fanciulla più ambita di tutto il paese, il vicino di casa Brandon Lee ordì il piano malvagio.

Un giorno avvicinò Maurizio e gli disse: «ula, Maurizio, il ciula gurgunzola le lì dai negras del’Afghanistan, lè visin a quel extracomunitar de lo Osama Bin Laden!». Avrete ben capito che Brandon Lee si è inventato una scusa per mandare Maurizio in Afghanistan e per essere sicuro di conquistare la Luisella.

Maurizio ringraziò di cuore e, insieme al fratello Kevin, partì con la sua Ritmo verde padano per le terre straniere, suscitando le lacrime disperate della madre Gina (qualcuno sostiene che quelle lacrime siano state causate dalla telenovela “Paciòn” dell’Ecuador). Kevin, però, una volta giunto in Turchia s’invaghì di un camionista turco diventato donna. Non accorgendosi di questo particolare, data la somiglianza impressionante con la Luisella, Kevin pensò, infatti, di aver dinanzi a sé la donna più bella mai vista e, perciò, scappò con lei per un viaggio prematrimoniale.

Contento per le sorti del fratello, Maurizio proseguì il viaggio da solo. Giunto al confine dell’Afghanistan, incontrò un ometto accecato che stava scappando con il motorino. Era il Mullah Omar. Maurizio pensò tra sé e sé: «ciulà, le accecà cum lo zio Pierone, ma curre cum Stromberg de l’Atalanta!». Proseguì il tragitto, ammirando la bellezza selvaggia del paese e pensando a come sarebbe bello trasferirsi per sempre in quelle terre. Tuttavia, la nostalgia delle vacche bergamasche non era assente. Chissà come stava il papà Osvaldo, chissà la Luisella se lo pensava, chissà se l’amico del cuore Brad Vercelli aveva trovato un nuovo compagno di lancio dei sassi dal cavalcavia. Tutto questo ruotava nella sua testa, finché la Ritmo verde padano fu fermata da quattro uomini incappucciati e con i mitra in mano. Maurizio, appena si avvicinarono, chiese se avevano della gorgonzola da vendergli e gli mostrò una foto delle vacche di Lurano. Fu subito rapito e portato in una grotta poco distante.

Dopo aver chiesto inutilmente il riscatto a Berlusconi e a Ciampi, i terroristi afgani si sono tenuti il povero Maurizio. Sono ormai passati 5 mesi e la situazione non si è ancora sbloccata.

A cosa penserà Maurizio in questo momento? Alla Luisella? Al Gorgonzola?

Noi del Superficiale con questo articolo vogliamo aiutare la famiglia Coccolone: quindi, chi ne sapesse qualcosa ci contatti al più presto!!

aggiungi un commentospara una cazzata su questo articolo

autore del commentodepressione (17/11/2005 - 15:52:36)
Maurizio Coccolone è morto e nessuno pensa più a lui. E' un triste mondo.
autore del commentoAtalanta fan club di Pontirolo Nuovo (non vecchio) (17/11/2005 - 21:57:59)
Maurizio Coccolone è vivo, e lotta insieme a noi!
autore del commentoComitato per le Lotte Civili e Non (18/11/2005 - 17:34:13)
Noi appoggiamo senza condizioni: non sappiamo chi cazzo sia questo Coccolone nè ci sta particolarmente simpatico, ma se come statuto siamo tenuti ogni anno ad appoggiare 1256 campagne almeno (ne vanno dei contributi statali). E quindi, "Coccolone Libero", senza sse e senza ma
autore del commentoproduzioni indipendenti di gorgonzola (1/12/2005 - 12:39:20)
Dai, Cocciolone, non mollare mai!
autore del commentocomitato Maurizio libero (6/6/2006 - 23:18:15)
Dove possiamo fare una donazione per la sua liberazione??
autore del commentoS.ina (19/4/2007 - 22:34:38)
non nominare invano il nome di Brandon Le per deturparlo su qst inutile e merdoso articolo... imbecille!

Questo sito viene aggiornato in base alla disponibilità degli autori (e all'esito della loro continua lotta contro la propria pigrizia); non è in alcun modo un periodico né un prodotto editoriale. Termini quali "redazione" o "articoli" sono da intendersi in modo del tutto scherzoso e autoironico, così come l'espressione "periodico per l'uomo mediocre" con cui talvolta viene definito il sito stesso. I commenti sono di responsabilità dei rispettivi autori.

Dove non specificato altrimenti, i testi di questo sito sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons Ciò, in estrema sintesi, significa che potete utilizzare liberamente i contenuti di questo sito a fini non commerciali. Ogni contenuto estraneo al dominio de "Il Superficiale" non è soggetto alla licenza sopra citata ed appartiene al rispettivo autore. Email: ilsuperficiale@ilsuperficiale.it
Indice del NumeroIndice del Numero

Lo zombie della porta accanto
Clicca sulla locandina per vederla ingrandita


Rassegna stampa: quello che avreste potuto leggere sul Superficiale e invece è successo davvero
Aggiornata all'11 ottobre 2011



Twitter Updates

    follow me on Twitter






    È necessario Adobe Flash Player per visualizzare questo contenuto