12/03/2002 - Altri articoli dello stesso autore Alberto G. Barullo
FSC - Capitolo 03
In questo numero, il terzo capitolo di "Fatica Sudore e Cazzo", altrimenti conosciuto come "Il Romanzo d'Appendice per l'Uomo Mediocre", anche noto come "L'Unico Romanzo che Contiene la Parola Cazzo Solo nel Titolo", talvolta citato come "Ruggiti d'Amore".

Capitolo terzo, dicevamo, "Nel quale Eunucio si dedica al trattatello del saggio Belzazél senza però trovarvi conforto alcuno".
Eunucio legge. In primis gli si distingue fra la passione del Corpo, che è di Baal, e le occupazioni dello Spirito, che competono invece a Gabriello l'Arcangelo. Segue dedica al vescovo e qualche salamelecco. Eunucio annuisce, ma si chiede dove si vada a parare e gira pagina.

Etiam, si prosegue con uno stringato discorso sul metodo nel quale per analogia il particolare dolore di Eunucio viene catalogato mefistofelico, non avendo esso nulla a che vedere con il Coro Angelico quanto piuttosto con le fattezze e le curve della bella serva. Eunucio trova già il tutto più interessante, ma gli pare di sudare.

Non s'erano ancora ben indagate le soddisfazioni lecite della carne, che s'odono dal granaio alti lamenti d'amore. Desto, fa eco dalla scuderia un botto degno di Belzebù. 'Cristo! Il Barone di Bombarda m'ha sgozzato il cavallo!', esclama il nobile Stradivario che passeggiava lì accanto.

Belzazél al suo fianco sottopone ad indagine il gran polverone: 'Il cavallo è sì sgozzato, signore, ma la causa efficiente e persin materiale dell'atto pare essere il vostro Beneamato, che sporgendosi troppo dalla balconata sembra sia precipitato nelle stalle ed abbia trafitto a morte la povera bestia'.

Sotto il cavallo, Eunucio conferma d'avere ingegno: 'Son ben ruggiti d'amore, son ben ruggiti d'amore! Porca vita mia, a che scopo viverti se né la bella serva né tu, vita mia, mi degnate di giusto d'amore?'

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Rassegna stampa: quello che avreste potuto leggere sul Superficiale e invece è successo davvero
Aggiornata all'11 ottobre 2011



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