01/05/2005 - Altri articoli dello stesso autore Alberto G. Barullo
FSC - Capitolo 13
In questo numero, il tredicesimo capitolo di "Fatica Sudore e Cazzo", altrimenti conosciuto come "Il Romanzo d'Appendice per l'Uomo Mediocre", anche noto come "L'Unico Romanzo che Contiene la Parola Cazzo Solo nel Titolo", talvolta citato come "Ruggiti d'Amore".

Capitolo tredicesimo, dicevamo, "Nel quale tre prigionieri si scoprono vittime d'un inganno e si contempla l'abbagliante Verità del Motore Immobile".
La vita in cattività, è noto, è cosa oziosa e priva di svaghi.

Stradivario, Belzazél ed Eunucio, dunque, oziano: Stradivario prende a sberle ad ore alterne Eunucio, Eunucio ad ore alterne lamenta acuti dolori; Belzazél, in continuazione, osserva stancamente, attraverso grate della prigione, il movimento circolare del Motore Immobile.

Non vi sarebbe molto da narrare a riguardo se non fosse che, al calar del sole del primo giorno di cattività dei prigionieri di cui ci stiamo occupando, si udirono rumori oltre la porta ferrata della cella.

Non solo, però, non venne nessuno a torturare o circoncidere Stradivario, Belzazél ed Eunucio come essi temevano, ma non venne nessuno punto. Solamente un piccolo foglio di carta venne fatto scorrere sotto la porta della cella.

"Leggi, Belzazél, e dicci se si tratta d'indicare le nostre volontà testamentarie, perché temo che di questo si tratti!", disse grave Stradivario, non senza dimenticare d'insultare contestualmente le ultime tre generazioni del Birbante Baro.

"Mi chiedo che ora sia", disse Eunucio, rampollo e deficiente.

"Eunucio" disse Belzazél, che continuava ad intravedere curiose sfere gialle di fronte a sé, "qualunque ora sia, leggi! La contemplazione del Motore Immobile è cosa assai perniciosa per la vista, o almeno così mi pare. Il vero abbaglia, dixit".

Eunucio, schivate un paio di affettuose sberle paterne, prese a leggere ad altra voce:

"Le prigioni del Birbante Baro, o le colonne d'Ercole del diletto

Prigioniero! Non disperare, poiché la tua ultima ora non è ancora giunta!

Il Birbante Baro, padrone questi Territori, demiurgo del tuo recente diletto e dei tuoi trascorsi peccati capitali ti ha giocato!

Non disperare prigioniero, poiché ogni ospite dei Territori viene condotto con l'inganno in cattività, ad ognuno è concesso aver esperienza sensibile della turpe condizione del prigioniero! Voglia il prigioniero stuzzicato da diletti estremi comunicare al carceriere le torture cui gradisce eventualmente essere sottoposto.

Pane secco, cipolle ed acqua rancida vengono pagati a parte".

Proprio in quel momento, tre prigionieri allibiti sentirono aprirsi il chiavistello della cella…

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Lo zombie della porta accanto
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Rassegna stampa: quello che avreste potuto leggere sul Superficiale e invece è successo davvero
Aggiornata all'11 ottobre 2011



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