02/08/2001 - Altri articoli dello stesso autore Wassily Kulo Kakaric
Del Diritto di Rissa
Nel corso del consueto Quodlibeta Pasquale è sorto un acceso dibattito: è lecito vietare al tifoso del gioco del pallone la rissa?
Nelle righe che seguono vengono riassunte le norme per un corretto ragionare, norme che conducono per via dialettica ad una risoluzione del dilemma secondo chiarezza ed evidenza.

Si semplifichi anzitutto la complessità del ragionamento analizzando una rissa fra due soli individui: il filosofare attorno a risse organizzate, combattute fra più di due individui, potrà essere affrontato per induzione procedendo dal caso più semplice qui discusso.

Si noti quindi come la questione appartenga alla sfera del Diritto in generale, in quanto il diritto particolare del tifoso alla rissa - pur non ancora dimostrato tale - viene apparentemente osteggiato dal celerino, il cui giuramento insiste sul rispetto del Diritto in generale sancito dalle leggi. (1)

Cardine del ragionare sarà il principio secondo il quale il Diritto indica come reato l'azione diretta verso un individuo non-consenziente mentre considera invece lecito l'agire reciproco fra individui consenzienti purché ciò non rechi danno a terzi. Si esemplifichi quindi tale assunto ponendo l'attenzione sul fatto che la rottura dell'imene fra individui consenzienti venga denominata 'fare all'amore' mentre lo stesso comportamento fra individui non consenzienti si configuri come reato di stupro. (2)

Si insista dunque sul fatto che la rissa fra due tifosi trovi i due individui consenzienti e si distingua con forza da ciò l'aggressione di un tifoso verso un secondo individuo che non ha alcuna intenzione di affrontare una rissa: senza questa necessaria precisazione il vostro ragionare sarà facilmente accusato di superficialità e paralogismo.

Menzionando infine la necessità che la rissa fra due tifosi sia confinata in luoghi e modi tali da non causare danno a terzi (cose o persone), il vostro ragionamento avrà dimostrato secondo chiarezza ed evidenza come il tifoso del gioco del pallone abbia pieno diritto di esercitare il proprio diritto di rissa senza che il celerino intervenga ad interrompere lo svago del tifoso stesso.

(1) L'allievo dotato di ingegno avrà sollevato ormai la questione della Naturalità o Convenzionalità del Diritto, ma si consiglia al neofita di tralasciare per il momento il problema e di ritornare in seguito su tale interrogativo, quando la sua tecnica di ragionamento sarà sufficientemente allenata alla Dialettica

(2) L'obiezione secondo la quale il 'fare all'amore' sia classificato come reato nel caso in cui l'età di uno degli individui sia al di sotto di un determinato numero di anni è oziosa ed inconcludente, in quanto tale norma facilmente dimostrabile convenzionale e non partecipante della Sostanza del Diritto: tale distinguo non ricorre infatti che in alcune legislazioni. Per ciò che riguarda il 'fare all'amore' fra più di due individui si faccia riferimento alle note di sopra

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