02/06/2003 - Altri articoli dello stesso autore Gianduia Balengo
Servendo la Patria Scoccò il Poetar
La mia esperienza di filosofo e poeta vagabondo, alla perenne ricerca del fremito rigoglioso della vita, mi fece imbattere, qualche anno fa, in quel di Udine, in Alfredo Riboldi Spezzafico, esimio generale italiano, rinomato nel mondo militare per aver salvato con impetuoso coraggio, nel 1967, Astutillo Pensieroso, prigioniero per due anni dell'armata vietnamita.
Riboldi Spezzafico mi raccontò, sorseggiando una bibita ghiacciata e assaggiando con delicatezza alcuni panini al salmone, che nell'anno 1982 coordinava le mansioni dei giovani che prestavano servizio militare in Friuli Venezia Giulia; egli rimase particolarmente colpito da tre individui dotati di una capacità poetica senza eguali e da un 32enne, il quale cercava continuamente invano di farsi notare dagli altri tre.

Incuriosito volli sapere con impazienza i loro nomi: i primi tre si chiamavano Antonio Cacao, il Metropolita Fibonatti e Jonathan Strazzullo, esponenti eccellenti, insieme a Maronna e Barbascia, dei Poeti Umili del Tavoliere; il 32enne ignorato si chiamava, invece, Nando Caligola, che faceva il militare solo ora perché non apriva mai la posta. 'Io non scendo a compromessi, dico no alla posta' queste le sue parole.

Riboldi Spezzafico mi descrisse il giorno in cui i miei avventurosi compagni nel poetar infinito di tal esistenza cupa e imprescindibilmente grigia, si presentarono. Il sergente Albertino Muretti fece, innanzitutto, l'appello.

Chiamò, per primo, Strazzullo, il quale con solenne inchino recitò 'Sera' e tutti applaudirono, poi, per secondo, chiamò il Metropolita Fibonatti, che integerrimo lesse 'Meditando va, Superficialmente meditando' e tutti annuirono compiaciuti, toccò quindi, al maestro Antonio Cacao che impose la splendida 'Smart' e ci fu un tripudio generale con tanto di coriandoli e trombette.

Fu il turno di Nando Caligola. Egli sorrise nervosamente, si grattò il pollice della mano destra e decise di recitare 'Secondo me è meglio Martellini'. Appena finì ci fu qualche secondo di silenzio. Egli si girò verso Cacao per ottenere consenso: Cacao lo guardò con il suo classico sguardo frammentario e descrittivo e disse 'Ma è una stronzata immonda, spazzatura maleodorante, sterco di cavallo colitico, ah,ah,ah,ah'.

Tutti scoppiarono a ridere, l'ammiraglio Pietro Trombosi gridò 'Caligola' e fece una pernacchia di dimensioni planetarie. Subito Caligola venne assegnato alla pulizia perenne delle scale della caserma. Il terzo giorno mentre con docile rassegnazione ripuliva l'ennesimo quinto piano, pensando e ripensando al suo amato camion Iveco che tanto consolava il suo spirito sognatore e l'ammirazione per il Maestro Cacao non corrisposta, Cacao, quatto quatto, gli si avvicinò e gli scraciò in testa, recitando 'Chimica' e dandogli un buffetto sul viso.

Riboldi Spezzafico mi parlò, poi, dell'esercitazione del 23 aprile presso il Parco Pizzocchero di Udine, consistente nel fare 123 giri senza interruzione attorno ai 18 alberi del parco: Strazzullo e Fibonatti riuscirono a scappar via con soave leggiadria, trovarono un mazzo di carte e giocarono tutto il tempo a ramino, il maestro Cacao fu esonerato per la sua poetica condotta, il Caligola, invece, ne fece il doppio di giro, dovendo tra l'altro cantare 'Mamma Mia' dei Ricchi e Poveri in falsetto.

Finita la bibita e mangiati i panini, Riboldi Spezzafico mi salutò ed io lo ringraziai per le nuove esperienze che mi ha fatto vivere.

Rimasi colpito dai racconti in modo così intenso da ispirare uno dei sonetti che inclusi, successivamente, nella mia raccolta 'O militare tra la rugiada primaverile'. Il sonetto molto breve descrive le mie sensazioni sul servizio militare. Lascio a tutti voi il mio scritto.

TRAMONTI ARMATI

Limpido

Languido

Fetido

Putrido

Epico

Marezzo

Umile

Pestilenzial odor figlio della peperonata

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