C'era un volta un cittadino, ligio e timorato di Dio, che aveva due pargoli in tenera età.
Un bel giorno, acquistando bitume, il cittadino ebbe la fortuna di fare la conoscenza di Michael Jackson, la famosa pop-star un tempo di colore ed oggi un po' meno.
In breve, i due scoprirono di avere parecchi interessi comuni - il bitume anzitutto - e divennero intimi amici. Il cittadino era alquanto orgoglioso della novella amicizia altolocata: egli fantasticava già di un luminoso futuro per i propri pargoli nello star system musicale.
Tanto era il suo entusiasmo, tali erano le sue aspettative a riguardo, che stava seriamente considerando l'eventualità di mettere in cantiere almeno un altro paio di infanti, giusto per non lasciarsi scappare l'occasione di creare una vera e propria band sotto la protezione del celebre amico: 'Se debbo pensar cazzate, tanto vale pensarle in grande!', era il suo motto.
A questo punto, poiché il lettore sarà al corrente del vizietto di Michael Jackson ed avendo qui sopra menzionato almeno un paio di volte pargoli ed infanti, si sarà già capito dove vada a parare questa favoletta, ma vale la pena di leggerla fino in fondo, poiché gli avvenimenti ebbero un corso curioso.
In una giornata in cui le polveri fini superavano i limiti massimi consentiti dalle leggi vigenti, ed era dunque interdetta la circolazione dei mezzi privati, Michael Jackson si annoiava alquanto, non potendo recarsi ad acquistare bitumi. Chiamò dunque il cittadino suo amico:
'Amico mio,' - esordì Michael - ' la nostra amicizia è cosa ben salda, come il bitume. Ti ho promesso che i tuoi pargoli saranno delle stelle del pop, e così sarà. Ho però bisogno di un gran favore da parte tua, e spero che tu possa concedermi quanto ora ti chiedo'.
'Chiedimi qualsiasi cosa' - rispose solennemente il cittadino - 'Se ciò che chiedi è in mio possesso, consideralo già cosa tua..…vuoi forse del bitume?'
'No, caro amico, il bitume non mi manca, per quanto le polveri sottili presenti in gran quantità nell'atmosfera mi impediscono di andarne ad acquistare un altro po'. Mi sarebbe di grande utilità, invece, che tu mi imprestassi per qualche tempo i tuoi due pargoli, che ne ho un gran bisogno.'
'Se è solo questo ciò di cui hai bisogno, considerala cosa fatta!', esclamò il cittadino.
Disperse le polveri sottili presenti nell'atmosfera, il cittadino si recò alla villa di Michael Jackson e gli consegnò i due pargoli.
'Ecco ciò che hai chiesto: ti lascio i miei due pargoli in prestito; tienili per tutto il tempo di cui ne hai bisogno', disse il cittadino.
'Ti ringrazio, amico mio. Che Dio ti ricompensi con tanto bitume. Ti renderò i tuoi pargoli al più presto', rispose la pop star.
I due si salutarono fraternamente, ripromettendosi di incontrarsi al più presto per la restituzione degli infanti.
Passò l'estate, venne l'autunno e quindi l'inverno. I bitumi abbondavano e le polveri sottili, di tanto in tanto, proibivano la circolazione nel centro cittadino ai veicoli privati.
Pochi giorni dopo le prime nevicate invernali, la moglie del cittadino diede alla luce due infanti nuovi di zecca. Commosso e felice, il cittadino pensò: 'Che gioia, posso ora coronare il mio sogno e creare una vera e propria band musicale di future pop star!'.
Ma, mentre si recava ad acquistare un po' di bitume per festeggiare, si raggelò di colpo: 'Cazzo! Gli altri pargoli! Li ho dimenticati quest'estate a casa di Michael Jackson. Chissà che cazzo di fine hanno fatto!'. Il cittadino corse subito a telefonare a Michael Jackson.
'Ciao Michael, sono il tuo caro amico cittadino. Puoi restituirmi i miei due pargoli? Mi sono ricordato ora di averteli lasciati l'estate scorsa', disse il cittadino con voce rotta dall'affanno.
'Prego?!', rispose fredda la pop star.
'I miei pargoli. Sono il cittadino, il tuo caro amico, l'amante dei bitumi. Ti ho lasciato due pargoli l'estate scorsa in prestito……'
'Signore, io non la conosco né so di cosa parli. Quanto ai bitumi, essi sono perniciosi per l'ambiente e contribuiscono alla formazione delle polveri sottili nell'atmosfera: li detesto. Se, infine, ha perso i suoi pargoli, Lei deve essere un genitore assai distratto ed è opportuno prenda adeguati provvedimenti'.
Il cittadino non credeva alle sue orecchie: 'Ma Michael, che dici mai? Che ne è della nostra amicizia? Che ne è dei miei pargoli? Perché questo triste voltafaccia?'.
Proprio mentre diceva queste parole, il cittadino buttò l'occhio sul giornale, dove un titolone a caratteri cubitali metteva alla berlina Michael Jackson per via del suo vizietto ed annunciava un imminente processo. Fu così che il cittadino, sprofondato nella vergogna, privato dei pargoli e conscio della propria pessima indole di padre, si tuffò nel proprio deposito di bitume, dal quale non riemerse mai più.