08/06/2003 - Altri articoli dello stesso autore Alberto G. Barullo
FSC - Capitolo 09
In questo numero, il nono capitolo di "Fatica Sudore e Cazzo", altrimenti conosciuto come "Il Romanzo d'Appendice per l'Uomo Mediocre", anche noto come "L'Unico Romanzo che Contiene la Parola Cazzo Solo nel Titolo", talvolta citato come "Ruggiti d'Amore".

Capitolo nono, dicevamo, "Nel quale con un astuto stratagemma tre falsi monaci ottengono accesso alla capitale dei territori del Birbante Baro, pur essendone formalmente interdetti".
I territori del Birbante Baro, dal più sperduto villaggio alla popolosa capitale, sono instancabilmente dediti alla reprimenda pratica del giuoco d’azzardo.

Essendovi nella capitale i tavoli da giuoco più ricchi ed ambiti, è lì che i tre falsi monaci si dirigono. L’ingresso all’interno delle sue mura è laborioso.

“Altolà!” – urla una guardia – “Chierici, monaci e chierichetti non hanno più accesso all'interno delle mura! Entrate, documentate vizi e peccati capitali vari per poi tornare con una scomunica nella mano sinistra ed un’onerosa indulgenza nella destra!”

”Pur indossando l’abito monastico siamo eretici, scismatici ed assatanati peccatori!”, abbozza Belzazél.

”Puh! Dite tutti così: lo si dimostri!”

Gli si chiede quindi di bestemmiare Nostro Signore Gesù Cristo: presto fatto, e con grande enfasi.

Di ingiuriare la Santissima Maria: fatto anche questo, con tal dovizia di particolari da imbarazzare la più pervertita delle meretrici.

L’improperio non pétito alla Santa Trinità intera convinse definitivamente le guardie, che spalancarono loro le porte della capitale, non senza manifestare schifo per la feccia che sempre più numerosa andava ad affollare i tavoli da gioco della capitale.

Entrati nella capitale, i tre falsi monaci non possono fare a meno di notare una certa decadenza.

“Che schifo!”, commenta Belzazél.

“Che schifo!”, commenta Eunucio, che tanto deficiente non era.

“Che schifo!”, commenta Stradivario, “…ma tutto ciò non ci riguarda. Facciamoci strada fra questi pezzenti alla volta del palazzo del Birbante Baro: lì l’atmosfera sarà più consona al nostro lignaggio”.

Tre falsi monaci, fra mendicanti e meretrici, si dirigono alla volta del palazzo del Birbante Baro.

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