17/05/2005 - Altri articoli dello stesso autore Alberto G. Barullo
FSC - Capitolo 12
In questo numero, il dodicesimo capitolo di "Fatica Sudore e Cazzo", altrimenti conosciuto come "Il Romanzo d'Appendice per l'Uomo Mediocre", anche noto come "L'Unico Romanzo che Contiene la Parola Cazzo Solo nel Titolo", talvolta citato come "Ruggiti d'Amore".

Capitolo dodicesimo, dicevamo, "Nel quale si racconta della visita di Belzazél al più rinomato bordello dei Territori del Birbante Baro e vengono narrati altri avvenimenti degni di nota".
Belzazél, separatosi dai due amici e compagni di viaggio, si diresse di gran lena verso 'La Bestemmia Trinitaria', il più rinomato bordello dei Territori del Birbante Baro.

Fra le tante virtù ascritte a questo luogo, la più altisonante è di certo quella ricordata dal filosofo Al-Gazali che, negli annali de 'La Spagna dei Mori', afferma:

'E' questo l'unico luogo del globo terracqueo conosciuto nel quale è possibile godere, in terra, di piaceri tali da esser degni dell'harem paradisiaco promesso dal Profeta nelle Scritture'.

Confortato da fonti tanto autorevoli, Belzazél non ebbe difficoltà a mettere a tacere il proprio senso morale e, giunto finalmente di fronte all'ingresso del bordello, lesse l'insegna: 'La Bestemmia Trinitaria' e, più in piccolo, 'Ristoro di Dioniso, Onan e Saffo'.

Un notevole dipinto ad olio su legno raffigurava infatti una lasciva Saffo nelle vesti della Santa Vergine, un pervertito Dioniso con gli attributi del Padre ed un osceno Onan con le fattezze del Figlio.

'Per figurare la natura del luogo alla glebaglia illetterata!', commentò un cardinale in frettolosa ritirata dal bordello.

Belzazél avrebbe voluto discutere dell'alfabetizzazione della glebaglia, argomento che reputava di grande interesse, ma il cardinale in un istante scomparve in un portone. '……che il Profeta mi perdoni se sto scambiando il Paradiso con l'Inferno!': trovatosi solo, senza più nessuno con cui temporeggiare, Belzazél entrò nel bordello.

Grande fu la meraviglia dell'alchimista maomettano al suo ingresso: come in una oscena Babilonia del Brüegel, il bordello era affollato di mignotte d'ogni razza conosciuta, baldracche d'ogni statura, meretrici dalla pelle d'ogni colore verosimile, prostitute deformi e non, bizzarrie della natura e bellezze dalla perfezione venerea, appellativo il cui etimo rimanda alla ineguagliabile beltà della dea Venere.

Dubbioso sul da farsi, indeciso su quale fra le baldracche più lo potesse avvicinare ai piaceri descritti da Al-Gazali, Belzazél - di solide convinzioni ugualitarie ed innatamente tollerante - scelse una ragazza per ognuna delle razze conosciute, senza tralasciare alcuna minoranza etnica o linguistica. Con un piccolo esercito di amazzoni ciarliere al suo seguito, accompagnato dall'invidia degli altri avventori del bordello, Belzazél si diresse quindi in una fra le tante stanze appartate del bordello.

Il nostro resoconto racconterebbe ora vicende conturbanti e si scioglierebbe in descrizioni piccanti, se non fosse che Belzazél, nell'entrare nel bordello, tralasciò di leggere un'avvertenza: 'E' severamente vietato l'ingresso ai lebbrosi ed ai seguaci di Mahom, altrimenti detti Infedeli, sotto la pena della reclusione nelle Birbanti Galere'.

Ora, è risaputo che un maomettano può nascondere facilmente ed in ogni situazione la propria fede, tranne che durante l'amplesso e nei lieti rituali che lo precedono, per via della lieve amputazione al sesso che la religione gli impone: nell'arco di pochi minuti - dunque - agli sghignazzi delle prostitute si sostituirono alte grida di schifo e d'allarme che allarmarono non poco i presenti e, più di tutti, Belzazél, il quale non riusciva proprio a comprendere il motivo di tali grida.

Incomprensibili per Belzazél, le grida delle prostitute furono d'interesse per le guardie di ronda, che trascinarono via Belzazél così come'ra - mezzo nudo e tremante - sino alle prigioni di Territori del Birbante Baro, dove si trovò in compagnia di un rampollo deficiente e di un anziano nobile, che conosceva bene.

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