14/06/2003 - Altri articoli dello stesso autore Antonello da Messina
Il Professore, Bakunin e la Svista
Ha destato scalpore la dichiarazione di voto di Gianni Vattimo a favore di Forza Italia nel ballottaggio alle comunali di San Giovanni in Fiore (CZ).
Com'è noto il Filosofo, calabrese da parte di padre, si era candidato a sindaco del suddetto paese, capeggiando una coraggiosa lista civica che però non aveva superato la prova elettorale, fermandosi all'11%.
Della vicenda è noto il prologo - con il Professore che, dopo una conferenza su Gioacchino da Fiore, viene invitato da alcuni giovani entusiasti a correre per la conquista del palazzo civico -, ed è noto il finale - ovvero la sconfitta e la successiva decisione di appoggiare il candidato forzista, unica alternativa ad una sinistra clientelare, unico baluardo contro le crescenti ingerenze della Chiesa.

Ciò che non è noto, e che la testimonianza di un abitante del luogo ci permette di svelare, sono gli accadimenti intercorsi tra i due eventi: accadimenti che spiegano il misero risultato di Vattimo e il suo odio per la sinistra e la Chiesa locale.

Mentre era a San Giovanni per la campagna elettorale, il Filosofo si imbatté una sera in un evento che lo portò indietro di alcuni anni, e che lo scosse profondamente.

Un folto gruppo di persone avanzava compatto per le vie del centro, pronunciando strani slogan che, proprio perché non urlati, gli apparvero ancor più minacciosi.

In mano molti avevano quelle che gli parvero inequivocabilmente essere delle molotov e, cosa inaccettabile, seguivano un più piccolo numero di individui con il volto coperto da quello che, al buio, era certo fosse un passamontagna.

Disarmati, questi ultimi portavano in trofeo una statua che - ne era certo - rappresentava Bakunin avvolto nel suo celebre pastrano.

- Maledetti! - tuonò il Professore che, come si sa, odia quanti si travisino il volto alle manifestazioni.

- Non siete degni di alcuna attenzione da parte di questa onesta cittadina! Non è così che ci si conquista i propri spazi di visibilità! Tornate nei vostri sporchi covi occupati, e uscitene soltanto quando avrete il coraggio di farvi guardare in faccia!

Tutti a quel punto si arrestarono, ammutoliti. Dopo un lungo momento di esitazione, alcuni fecero per avvicinarsi al Filosofo, ma questi, riconoscendo tra la folla diversi candidati del centro-sinistra, rilanciò, scagliandovisi contro come una bestia ferita, e ricominciando ad urlare:

- Voi! Con che faccia parlate di democrazia se poi non esitate ad unirvi agli squatter!

- Questi loschi figuri che, col loro passamontagna, evocano anni lontani e terribili! Voi...!

A questo punto dovette intervenire la forza pubblica che, nell'imbarazzo generale, accompagnò, o meglio trascinò, il Professore nell'ospedale più vicino, dove venne sedato con una pesante dose di barbiturici.

Dimesso dal nosocomio, Vattimo partì immediatamente per Torino, dove lo attendevano alcuni impegni universitari, e non fece ritorno a San Giovanni che per il giorno delle elezioni.

Fu solo dopo lo spoglio, a tarda notte, che un elettore di Forza Italia (il nostro testimone), un uomo buono, gli spiegò pazientemente la differenza tra un corteo di squatter e la processione per la festa del patrono di San Giovanni in Fiore.

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autore del commentoL'Autore (no timestamp)
Egregio Sig. da Messina, noto che Lei ha come suo bersaglio preferito il Prof. Gianni Vattimo. Che mai le avrà fatto per meritarsi tante critiche gratuite e tanti sfottò? E' forse geloso del ventenne cubista del quale il Filosofo si è di recente dichiarato infatuato? ;-)
autore del commentoAntonello da Messina (no timestamp)
Non per polemica ma per precisione: le mie critiche verso il Professore non hanno nulla a che vedere con la sua passione per la pittura.
autore del commentoSilvestrino (no timestamp)
Questo articolo è frutto di un Pelo che si riconosce dagli altri: il famoso 'pelo cappellare', così chiamato in quanto sorge sull'unica zona notoriamente assolutamente priva di... peli.
autore del commentoEmiliano Morrone (no timestamp)
Da Catania andrebbe bene, così ci ricordiamo di Battiato. L'articolo di Antonello è abbastanza pacato. Si dimentica, però, che la mafia, autentica, è capillare, a San Giovanni in Fiore. Nata da un accordo sotterraneo fra destre e sinistre d'ogni fatta, natura, sfumatura. L'ubicazione di Vattimo non è stata laterale, in campagna elettorale. Per dovere di informazione, il neoforzista dell'ultima ora, che del partito di Berlusconi condivide il bellissimo inno di Renato Serio, è oggi consigliere comunale del paesino di ventimila anime in cui sta l'abbazia di Gioacchino da Fiore. Altro spirito ribelle e abbastanza forzista. Le molotov bisognerebbe, forse, realizzarle e farle implodere, se qui lo Stato non c'è per niente. Non so come è l'affare a Messina. Può dirmelo, probabilmente, l'amico Antonello.
autore del commentoRatzinger (no timestamp)
La redazione disapprova il contenuto dell'ultimo messaggio perchè, essenzialmente, non lo ha capito: è, infatti, scritto in italiano troppo difficile per noi che siamo della brava gente. Vergogna!
autore del commentoEmiliano Morrone (no timestamp)
Pace, tutto sommato abbiamo comuni radici cristiane: siamo europei, in fondo. Sicché dovremmo intenderci, com-prenderci e perdonarci. Non solo come scriveva Ricoeur ma anche, e soprattutto, come ci raccomanda il nostro pontefice. In ultimo, non saprei proprio di che cosa vergognarmi. Non sono né un ladro né uno che s'è arricchito a furia di spintoni e illeciti. Qualche volta fa bene pesare le parole, anche per non incorrere in sanzioni di qualche specie. Saluti corali. Emiliano Morrone
autore del commentoL'Autore (no timestamp)
.....non avendo capito un fico secco di tutta la discussione, mi limito a salutare polifonicamente tutti quanti. La Redazione stia attenta, che l'Autore, pur polifemicamente dotato di un solo occhio - vigila! @-)
autore del commentoRatzinger (no timestamp)
Vergogna anche a te o Autore, essenzialmente perchè non si capisce il significato di quel che dici...non capisco! Non capisco!
autore del commentoAntonello da Messina (no timestamp)
Caro Emiliano, al tuo primo commento (ché nel secondo non mi sento chiamato in causa) rispondo così: se è vero che Jacopone era nativo di Todi, come Leonardo lo era di Vinci, va altresì ricordato che Massimo non nacque ad Alema, e che Barbara De Rossi non è figlia del Vasco nazionale; d’altra parte, Ernesto Galli non vive su di un balcone… In breve, a dispetto del mio nome, non sono messinese. Colgo comunque l’occasione per salutare tutti i lettori isolani.
autore del commentoamico in incognito (no timestamp)

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