INTERVISTATORE: Innanzitutto, Presidente, La ringrazio per aver accettato di essere intervistato da Il Superficiale; conosco, infatti, bene la Sua encomiabile ritrosia a presentarsi in pubblico e a parlare di sé!
BERLUSCONI: Sì, giovane, io non ho mai amato apparire in pubblico per almeno due motivi. Innanzitutto, perché sono una persona molto timida e riservata e, in secondo luogo, perché non ho tempo: da sempre, io lavoro dalle quattro del mattino alle due di notte per il bene dell’Italia. Pensa, giovane, che quando avevo tredici anni mia mamma, donna pia e coraggiosissima che, ai tempi, aveva inventato per prima la medicina per sconfiggere i peli superflui nelle orecchie (la famosa pomata Pelinox, tutt’oggi venduta nelle farmacie di Arcore e dintorni), mi disse: «Silvio, caro, non vorresti andare alla festa delle medie di fine anno a casa di Britney Menegoni per giuocare al giuoco della bottiglia?». Io risposi: «no, cara mamma pia e coraggiosissima, io devo lavorare, poi lì in quelle feste ci sono sempre tutti quei comunisti che, non solo vogliono abolire la proprietà privata, ma, tramite il giuoco della bottiglia, vogliono imporre i Pacs e cose vergognose del genere: io, il giuoco della bottiglia, lo farò solo quando sarò regolarmente sposato!».
Tra l’altro, giovane, c’è Prodi che va al supermercato, ovviamente alla Coop o in uno dei suoi negozi comunisti. Entra e chiede: «vorrei la marmellata di fragole!». Il commesso risponde: «…e io ci do la mortadella!». Ah, ah, ah!!
INTERVISTATORE: Una barzelletta esilarante, non c’è che dire, eh, eh! Ma cosa vuole dire, Eminenza, agli italiani che pensano che manchi il lavoro?
BERLUSCONI: Ho qui con me i dati del lavoro. Allora, nei cinque anni di legislatura, è aumentato il numero di carpentieri dal 4 al 64,3 periodico%, per cui prima vi erano 321 carpentieri, oggi ve ne sono 7.890.123, 1. Poi, il numero di panettieri nel 2001 era del 2,2%, cioè 12 persone facevano i panettieri, oggi nel 2006 sono aumentati del 76,5%, in quanto ce ne sono 56.678.901, senza contare anche quelli che fanno la pizza vegetale, passati dal 3,2% al 84,65%. Andando avanti nella lettura dei dati fornitimi dal FISCAT, si può notare tranquillamente che i macellai sono aumentati dal 2,1% al 89,7 periodico%, passando da 34 in tutta Italia a 765.321.987 che oggi affettano il carpaccio. Sono i dati che parlano! Altro che il catastrofismo dei comunisti! Tra l’altro, giovane, c’è Prodi che va dal fruttivendolo e ordina: «1kg di mele!». Il fruttivendolo risponde: «…e io ci do la mortadella!». Ah, ah, ah!
INTERVISTATORE: Bellissima anche questa barzelletta! Ma cosa ha fatto l’uomo Berlusconi in questo ultimo anno?
BERLUSCONI: In realtà, giovane, mi vergogno quasi a parlarne, ma ho salvato io Coccolone dai rapitori talebani comunisti! Stavo facendo ritorno dalla Turchia, dove feci incetta di polli clandestini da rivendere nel mercato rionale di Brera a Milano, quando incontrai un mio connazionale, tale Kevin Coccolone, fratello di Maurizio. Il giovane era in viaggio di nozze con un camionista turco diventato donna, che assomigliava in maniera impressionante alla Luisella, con la quale, per inciso, condivisi una notte infuocata a Scampia nel 1985, terminata la quale scrissi una canzone, “’O dolce sosia di Stam dagli occhi alla Dida!”. Kevin, con accento pontirolese nuovo, mi disse del fratello rapito. Io pensai: «maledetti comunisti, e le vacche come faranno? Oltretutto, chi farà il prossimo anno la coreografia padana allo stadio insieme a Brad Vercelli?». Decisi di agire, ma prima raccontai a Kevin quella barzelletta in cui Prodi va allo stadio per vedere il Bologna e l’addetto gli risponde: «…e io ci do la mortadella!», ah, ah!
Raccontata la barzelletta, mi arrampicai insieme al direttore de Il Giornale, a Giuliano Ferrara e all’on. Bondi su per i monti dell’Afghanistan. Durante i momenti più difficili, mi feci coraggio pensando agli interventi difensivi di Franco Baresi e alla felicità che papà Osvaldo e mamma Gina avrebbero provato, riabbracciando Maurizio. Dopo aver sconfitto a rubamazzetto un talebano comunista che assomigliava alla Dandini e che faceva la guardia alla grotta, mandai in avanscoperta l’on. Bondi, utilizzai come palo Ferrara, e, insieme al direttore de Il Giornale, mi scaraventai addosso ai rapitori talebani comunisti, i quali in quel momento stavano sorseggiando un amaro Montenegro gustato insieme alle riserve di gorgonzola, sottratte al povero prigioniero. Con fare arrabbiato, mi scagliai su tutti i 150 talebani comunisti lì radunati e con un solo colpo di testa li misi k.o.: fu un gioco da ragazzi, peccato sia venuta meno la ricrescita dei capelli e ho dovuto ricominciare la cura alla melanzana affumicata da capo (cura consigliata dalla mia mamma pia e coraggiosissima).
Maurizio appena mi vide, pensò: «ma tu sei Padre Pio, Mosè, Giovanni Paolo II santo subito, Don Gius, la Madonna, Stromberg, il direttore di “Vacche luranesi”! Grazie, mio liberatore, mio Maometto dell’hinterland milanese!». Compresi la sua commozione e, pertanto, gli raccontai di quella volta in cui Prodi andò a pagare il canone Rai alla Posta e il tipo allo sportello gli disse: «…ed io ci do la mortadella!», ah, ah!
Rientrati a Pontirolo Nuovo con la funivia, guidata dall’on. Bondi (Ferrara l’ho lasciato in Afghanistan come spia dei servizi segreti), feci la foto con papà Osvaldo: mamma Gina era impegnata a guardare la trecentesima puntata di “El fior de la giuvinez”, famosa telenovela del Perù. A questa bella famiglia regalai un orologio del Milan di Van Basten e un abbonamento agli allenamenti estivi della squadra rossonera.
INTERVISTATORE: Una storia commovente! La ringrazio, Premier, per questo suo racconto e, nel salutarLa, invito tutti i nostri lettori a votare Forza Italia, nell’augurio di altri cinque anni come questi!